Dare una mano si può, si deve…

Dare una mano si può, si deve…

di Gioacchino di Capua

In questo tempo ”sospeso” , in questo mondo governato dal ”coronavirus” ci sono persone più’ in difficoltà di altre ..

Questo in sintesi e’ stato il pensiero , la riflessione che ha ”spinto” anche la nostra associazione a dare un contributo pratico in termini di risorse umane  all’ azione da sempre importante e concreta che la Caritas diocesana fa nella nostra città’.

Ecco quindi  che Giovanna ,Annamaria, Domenico ,Rosario ,Annamaria  C.  da settimane donano il proprio tempo ,affiancando gli altri volontari nelle attività’ previste per aiutare  le persone meno abbienti.

C’e’ chi si occupa di andare a ritirare il cibo e il materiale di prima necessita’ presso i centri di distribuzione ; altri  di preparare i pacchi e chi di distribuirli .

In tutto questo si incontrano sguardi , volti di persone che in fila ,dignitosamente ,aspettano il proprio turno.

Raccontano le loro storie.

Ai tanti poveri che purtroppo non riescono ad uscire da tale triste condizione si aggiungono i ”nuovi” poveri : quelli che avevano un lavoro  magari non regolare oppure precario o che lo hanno perso e non sanno se lo riprenderanno ,ma certamente prezioso perchè  consentiva a tutti loro di far vivere la  propria famiglia dignitosamente.

Il coronavirus ha seminato e sta seminando  morte ( migliaia di cittadini giovani o anziani che sia non importa ) oltre a tessere ricadute drammatiche sotto il profilo economico per milioni di persone .

è stata per me una chiamata alle armi, mi sono subito resa disponibile per donare il mio tempo a chi ne avesse bisogno per la distribuzione di farmaci a domicilio e della spesa , da qui la mia adesione alla Caritas diocesana insieme ad altri soci A.Ge e tanti altri cittadini”.

”E’ stato emozionante – prosegue Giovanna – quando sono andata insieme ad un altro volontario  a casa di una persona anziana a consegnare i medicinali di cui necessitava e vedere che  questo simpatico signore per ringraziarci ci ha ”calato ” (abbassato) il panariello con dentro due tazze di caffè perchè lui era sempre abituato ad offrirlo a chi andava a casa sua ! ”.

Proseguiremo a dare una mano, e’ un nostro dovere  -conclude Giovanna- nella sua  toccante testimonianza.

Il lavoro continua incessantemente tutti i giorni .

L’A.ge Acerra ha inteso dare il proprio contributo allo straordinario  lavoro dei volontari della Caritas diocesana.

Ne usciremo certamente ,quando.. non e’ dato sapersi al momento.

Come ha detto Sua Santità Papa Francesco la vita non serve se non si serve.

Buona Pasqua ”diversa” a tutti , inalterata nel suo profondo significato : la resurrezione di nostro Signore Gesù Cristo.

Firmato

I soci A.Ge Acerra

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