Racconti ai tempi del coronavirus

Racconti ai tempi del coronavirus

Dalla Lombardia.
Sto bene: una tigre 🐯 spelacchiata.
Lavoro presso un ospedale di Brescia.
Un bollettino di guerra, contagiati in aumento, molti morti, ospedali in crisi senza personale con DPI di fortuna, ci trasciniamo ormai in trincea dove sai quando entri e non quando esci. Intorno molta sofferenza e molta paura, ma resistiamo e lo facciamo con dignità, senso del dovere e con la professionalità che riusciamo a tenere.
Ora anche le pompe funebri non riescono a star dietro ai deceduti e il suono continuo delle autolettighe lascia il posto al silenzio dei carri funebri. Chiese che ospitano le bare di parenti inghiottiti da un ospedale, deceduti senza il conforto dei propri cari e restituiti dentro una cassa. Niente funerali, niente conforto delle persone amiche, nulla di nulla.
Credo fortemente in un’alba 🙏🏼 ✨
Ci sono anche aspetti positivi e anche un po’ magici, se vogliamo: i bambini non ne sono quasi colpiti e la maggior parte degli adulti si ammalano, ne escono un po’ piegati ma ce la fanno, il nuovo farmaco funziona bene anche se non fa miracoli e forse siamo verso la fine del tunnel.
In giro sentiamo la solidarietà e il sostegno di chi è a casa. Che tutto questo sia almeno una grande lezione per tutti noi volta verso un rispetto e un gusto della bellezza per la vita.

Anna Maria Bertoli vice presidente AGE Nazionale

AGE Travagliato

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