Primo Centro nazionale contro il cyberbullismo

Accordo Miur-Casa pediatrica Fatebenefratelli di Milano, sarà un’Agenzia governativa per ricerca e prevenzione. Fenomeno riguarda la metà delle scuole. Brambilla: Vuoto normativo, cyberbullismo sia reato autonomo. Bando Miur per Piano prevenzione fenomeno: sul piatto 440mila euro

C’era anche il papà di Carolina Picchio, la ragazza vittima di cyberbullismo morta suicida a 14 anni nel gennaio 2013, al lancio del primo Centro nazionale contro il cyberbullismo e le attività illegali in Rete ieri (6 novembre) all’ospedale Fatebenefratelli di Milano. Frutto di un protocollo d’intesa firmato dal ministro dell’istruzione Stefania Giannini e la Casa pediatrica del Fatebenefratelli, il Centro coordinerà tutte le attività di prevenzione, formazione, informazione e ricerca su un’emergenza in crescita che riguarda la metà delle scuole italiane. «Sappiamo che nel 46-47% degli istituti si registrano aggressioni riconducibili a bullismo», spiega Luca Bernardo, direttore del Dipartimento materno-infantile dell’Ao meneghina, anima di un Ambulatorio sul disagio adolescenziale ufficializzato nel 2008, che assiste ogni anno più di 1.000 mille giovanissimi. «Tre volte su 4 questi episodi afferiscono al cyberspazio», precisa l’esperto. Attacchi, spesso reati, che si consumano cioè su Internet: «Una ‘camera virtuale’ popolata da soggetti spesso anonimi, dove si alimenta un esercito di vittime e di carnefici» che oggi rischiano di restare impuniti.

Il Centro funzionerà di fatto come «un’Agenzia governativa ‘targata’ Miur», che seguirà «linee guida e protocolli definiti da un Tavolo di lavoro ministeriale multidisciplinare. Il gruppo agirà in modo snello e veloce, coinvolgendo tutti gli attori in campo contro il cyberbullismo e le attività illegali online: dal personale sanitario al mondo delle associazioni, dalla polizia postale alla magistratura». «Tutti i dati attualmente disponibili sul fenomeno sono sicuramente sottostimati – avverte Bernardo – Moltissimi ragazzi tacciono per paura e anche per questo servono ricerche per arrivare a numeri certi dai quali partire. Si stima che negli Usa un adolescente tra i 15 e i 17 anni si colleghi al suo smartphone in media 150 volte nell’arco delle 24 ore. La situazione italiana non è sicuramente diversa, ma dobbiamo e vogliamo fotografarla con cifre certe in base alle quali avviare azioni mirate».

«Vivendo la comunità dei ragazzi e delle famiglie con loro la fragilità, le difficoltà, i pericoli di ogni giorno, perseguiamo sempre con maggiore attenzione il contrasto all’aggressione – sottolinea Luca Bernardo, direttore del dipartimento materno infantile dell’ospedale Fatebenefratelli -. Un’aggressione che può arrivare da un mondo di pari che utilizza internet senza la dovuta consapevolezza e finisce col creare delle vittime».

«Il Parlamento è impegnato nell’elaborazione di nuove norme di contrasto al fenomeno del cyberbullismo e di altre illegalità commesse sulla rete – ricorda la presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, Michela Vittoria Brambilla -. Il testo già approvato dal Senato». «Tutti concordiamo sull’esigenza di colmare un vuoto giuridico, di definire con la massima precisione la fattispecie, di prevedere efficaci strumenti di informazione e di prevenzione – prosegue -. Personalmente ritengo che quello del cyberbullismo meriterebbe di essere un reato autonomo, una scelta non diversa da quella che si è fatta quando si è stabilito di introdurre nell’ordinamento italiano il delitto di tortura, che fa riferimento anch’esso sul piano della condotta a diverse fattispecie penali già contemplate nel codice».

Presente al lancio del Centro, fra gli altri, Michele Corradino dell’Anac, l’Autorità nazionale anti-corruzione.

Intanto, nei giorni scorsi il Miur ha pubblicato il bando per Piano di azioni e iniziative per la prevenzione dei fenomeni di cyber-bullismo (www.istruzione.it). Sul piatto 440mila euro per progetti finalizzati a sensibilizzare i ragazzi sul tema della sicurezza on line e all’integrazione delle tecnologie digitali nella didattica nelle scuole di ogni ordine e grado, per il contrasto e la prevenzione del cyber-bullismo.

Emanuela Micucci