Giornata Pace. Il Papa: L’indifferenza minaccia la famiglia

Papa Francesco

“L’indifferenza costituisce una minaccia per la famiglia umana”. Lo scrive Papa Francesco nel messaggio per la 49ª Giornata mondiale della pace diffuso ieri (15 dicembre).

Papa IndifferenzaRichiamando la prospettiva del dialogo instaurato tra Chiesa e famiglia umana dal Concilio, “con il Giubileo della Misericordia – prosegue -, voglio invitare la Chiesa a pregare e lavorare perché ogni cristiano possa maturare un cuore umile e compassionevole, capace di annunciare e testimoniare la misericordia”, senza “cadere ‘nell’indifferenza che umilia, nell’abitudinarietà che anestetizza l’animo e impedisce di scoprire la novità, nel cinismo che distrugge’”, afferma citando la Misericordiae vultus, bolla di indizione del Giubileo. L’importanza della solidarietà nasce dal “riconoscimento della propria interconnessione e interdipendenza”. Noi “esistiamo in relazione con i nostri fratelli e sorelle, nei confronti dei quali abbiamo una responsabilità e con i quali agiamo in solidarietà”. Al di fuori di questa relazione, “ci si troverebbe ad essere meno umani. E’ proprio per questo che l’indifferenza costituisce una minaccia per la famiglia umana”. Di qui l’invito a “vincere l’indifferenza e conquistare la pace”.

Non solo. Ricordando che “la solidarietà come virtù morale e atteggiamento sociale, frutto della conversione personale, esige un impegno da parte di una molteplicità di soggetti, che hanno responsabilità di carattere educativo e formativo”, Papa Francesco rivolge il primo pensiero proprio alle famiglie, “chiamate ad una missione educativa primaria ed imprescindibile”. E’ la fmaiglia, infatti, “il primo luogo in cui si vivono e si trasmettono i valori dell’amore e della fraternità, della convivenza e della condivisione, dell’attenzione e della cura dell’altro”. Ed è anche, prosegue Francesco, “l’ambito privilegiato per la trasmissione della fede, cominciando da quei primi semplici gesti di devozione che le madri insegnano ai figli”.

PIl secondo pensiero del Pontefice è per “gli educatori e i formatori che, nella scuola o nei diversi centri di aggregazione infantile e giovanile, hanno l’impegnativo compito di educare i bambini e i giovani”: “sono chiamati ad essere consapevoli che la loro responsabilità riguarda le dimensioni morale, spirituale e sociale della persona”. Infatti, aggiunge Papa Francesco, “i valori della libertà, del rispetto reciproco e della solidarietà possono essere trasmessi fin dalla più tenera età”. Di qui la citazione nel Messaggio di Francesco del Papa emerito Benedetto XVI che, rivolgendosi ai responsabili delle istituzioni che hanno compiti educativi, affermava: “Ogni ambiente educativo possa essere luogo di apertura al trascendente e agli altri; luogo di dialogo, di coesione e di ascolto, in cui il giovane si senta valorizzato nelle proprie potenzialità e ricchezze interiori, e impari ad apprezzare i fratelli. Possa insegnare a gustare la gioia che scaturisce dal vivere giorno per giorno la carità e la compassione verso il prossimo e dal partecipare attivamente alla costruzione di una società più umana e fraterna”.

Em.Mic.